2 SETTEMBRE 2025
LIFTING VISO: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE
- Come cambiano viso e collo nel tempo
- Cos’è il lifting facciale
- Perché e quando è consigliabile ricorrere al lifting facciale
- Quali sono le diverse tipologie di lifting viso?
- Come funziona l’intervento chirurgico di lifting viso
- Cosa succede nel post-operatorio: consigli e avvertenze
- Cosa fare dopo un lifting facciale
- Qual è la durata di un lifting e da cosa dipende
Come cambiano viso e collo nel tempo
Proprio come tutti gli altri distretti corporei, anche il viso e il collo subiscono dei cambiamenti estetici causati delle alterazioni anatomo-strutturali a cui nel corso degli anni vanno incontro i tessuti che li costituiscono – e che vengono riassunti in un unico termine: invecchiamento .
Il rimaneggiamento della componente ossea -zigomi, mascella e mandibola-, l’ipotrofia (riduzione del tono e del volume) dei muscoli facciali e dello strato adiposo che li ricopre, la riduzione dell’elasticità della pelle sovrastante e la diminuzione dell’aderenza tra queste componenti causano nel tempo una riduzione dei volumi del volto con un progressivo scivolamento della cute.
A livello estetico, tutto questo si manifesta nella comparsa di rughe e pieghe cutanee , nella riduzione del volume degli zigomi e nello svuotamento e discesa delle guance . Sebbene gli anni passino per tutti, ovviamente esistono notevoli differenze individuali qualitative e quantitative nell’espressione di questi cambiamenti – dovute a fattori genetici, ambientali (esposizione al sole o ad altri agenti atmosferici), alimentari e comportamentali (es. fumo), che fanno sì che certi soggetti abbiano bisogno prima o più di altri di sottoporsi a un intervento chirurgico di lifting facciale .
Lifting cervico-facciale e temporale
Cos’è il lifting facciale
Il termine generico “lifting facciale” viene utilizzato per indicare l'intervento che corregge il rilassamento cutaneo del viso e del collo.
Non necessariamente il lifting viene sempre eseguito sull’intero distretto cervico-facciale (viso e collo); in alcuni casi può essere più “settoriale” e trattare solo la regione temporale (ossia l’area laterale alle sopracciglia) -lifting temporale- o solo il viso -lifting facciale- oppure anche solo il collo -lifting cervicale-.
Spesso viene usata impropriamente la parola “mini-lifting”, che è un termine di difficile collocazione e dal significato incerto: potrebbe voler indicare un lifting di una specifica e circoscritta parte del viso, oppure con uno scollamento solo della cute e non del piano muscolo-aponevrotico profondo, oppure ancora uno scollamento cutaneo e profondo ma limitato in estensione e così via.
Per evitare fraintendimenti o equivoci, è fondamentale che la comunicazione tra Chirurgo estetico e paziente sia il più chiara, onesta e trasparente possibile. Solo così si potrà intraprendere un percorso chirurgico serio ed efficace, che dia risultati veramente soddisfacenti.
Lifting cervico-facciale
Perché e quando è consigliabile ricorrere al lifting facciale
Sappiamo tutti quanto sia importante sentirsi a proprio agio con se stessi per poter avere successo nella vita – in campo relazionale, professionale e sentimentale. Per questo, quando una persona decide di migliorare il proprio aspetto esteriore con un lifting e “correggere” degli inestetismi che sono fonte di disagio o vergogna o insicurezza, è fondamentale farsi accompagnare da un professionista serio e competente, che abbia a cuore il vostro benessere e la vostra salute prima di tutto.
Uomini e donne possono fare tranquillamente fino a due o tre lifting nell’arco della loro vita, senza conseguenze per la salute o per l’aspetto del volto. Si tratta pur sempre di un intervento chirurgico, ma se eseguito da un Chirurgo esperto vi restituirà un viso più disteso, ringiovanito e tonico, correggendo quegli inestetismi piccoli o grandi che con il passare del tempo possono disturbare l’equilibrio del volto.
Lifting cervico-facciale
Quali sono le diverse tipologie di lifting viso?
Iniziamo subito a fare chiarezza: non esiste un solo modo per eseguire un lifting facciale. In base al piano di scollamento su cui si interviene, si può distinguere l’intervento in:
- lifting cutaneo o superficiale, con scollamento esclusivamente sottocutaneo;
- lifting profondo, con scollamento sia sottocutaneo che al di sotto del piano muscolo- fasciale e del platisma (un ampio e sottile muscolo superficiale del collo).
Inoltre, come abbiamo già accennato, esistono più tipologie di lifting che dipendono dal distretto che si va a trattare:
- lifting cervico-facciale (viso e collo)
- lifting facciale (solo viso)
- lifting cervicale (solo collo)
- lifting temporale (regione temporale, laterale alle sopracciglia)
Il lifting dunque non è un intervento “generalizzabile”, nel senso che non si può applicare una stessa tecnica a qualunque paziente: ogni individuo deve essere attentamente studiato dal Chirurgo, che dovrà poi progettare la tecnica più idonea a risolvere i suoi specifici problemi.
Lifting cervico-facciale e temporale
Come funziona l’intervento chirurgico di lifting viso
A seconda del tipo di lifting che si esegue (cutaneo o profondo) e della sua estensione su uno o più distretti, l’anestesia potrà essere generale o locale associata a sedazione. Generalmente, a prescindere dalla tipologia di intervento, sarà necessaria una notte di degenza.
In caso di lifting parziale, cioè su uno solo dei distretti, l’intervento può tranquillamente essere effettuato con un’anestesia locale supportata da una sedazione.
Quando invece l’intervento di lifting è totale o comunque interessa più di un distretto, sarà necessario sottoporre il paziente ad anestesia generale, poiché l’operazione avrà una durata maggiore e interesserà una superficie cutanea più estesa.
Il Chirurgo dovrà poi valutare quanta cute in eccesso andrà asportata e in che direzione trazionarla, per non dare al paziente uno spiacevole aspetto poco naturale, o per non provocare uno stiramento troppo marcato degli angoli della bocca.
Lifting cervico-facciale e temporale
Cosa succede nel post-operatorio: consigli e avvertenze
Al termine dell’intervento, il Chirurgo applica una fasciatura sulle zone interessate del viso e/o del collo, che serve a mantenere la cute scollata ben aderente ai tessuti sottostanti e a proteggere da eventuali piccoli sanguinamenti. In ogni caso, la fasciatura verrà tolta già al momento della dimissione, lasciando viso e collo completamente liberi, e saranno applicati dei cerotti soltanto sulle ferite chirurgiche.
Qualora il Chirurgo lo ritenga opportuno, il paziente potrà utilizzare per le due settimane seguenti una guaina elastica moderatamente compressiva da indossare durante le ore notturne, in grado di velocizzare l’accollamento dei tessuti e di ridurre l’edema.
I punti saranno rimossi dopo 7/10 giorni.
Nel post-operatorio potranno verificarsi edemi (gonfiore) dei tessuti, dipendenti dallo spessore della cute stessa, o rare ecchimosi interessanti le aree cutanee scollate – che comunque scompariranno nei giorni seguenti, oppure un iper-stiramento dei tessuti, che inizialmente renderà il risultato un po’ innaturale ma che si normalizzerà nei giorni successivi.
Generalmente, dopo circa 10/15 giorni dall'intervento il paziente sarà del tutto presentabile. Ci vorrà comunque circa un mese affinché il viso si normalizzi del tutto ed alcuni mesi per riacquisire la completa sensibilità.
Cosa fare dopo un lifting facciale
La ripresa dell’attività lavorativa e di quella sportiva dipenderà dal tipo di lavoro o sport che il paziente svolge. In teoria è sufficiente una settimana prima di poter tornare al lavoro, anche se molto spesso i pazienti sottoposti a lifting parziali riprendono a lavorare già dopo pochi giorni. Una settimana di pausa sarà più che sufficiente anche per l’attività sportiva, salvo casi estremi.
Lifting cervico-facciale e temporale
Qual è la durata di un lifting e da cosa dipende
La durata nel tempo del risultato di un lifting facciale (parziale o totale) è molto soggettiva, e varia in base ad alcuni fattori:
- Provenienza geografica/origini del paziente: la durata approssimativa di un lifting su un soggetto anglosassone, la cui cute è tipicamente molto sottile, è di circa 5/6 anni – ed è inferiore rispetto alla durata su un soggetto proveniente dalla regione mediterranea (fino a 10 anni), grazie ad una cute più spessa e più elastica.
- Caratteristiche genetiche: indipendentemente dalla regione d’origine, ci sono poi individualità genetiche che fanno sì che una persona abbia una cute più tonica ed elastica, che manterrà più a lungo il risultato e impiegherà più tempo a rilassarsi nuovamente.
- Età del paziente: normalmente un paziente più giovane presenta una cute più tonica ed elastica, di conseguenza i risultati durano più a lungo nel tempo rispetto a un soggetto che si sottopone a lifting in età più avanzata.
- Tipo di lifting eseguito: un lifting profondo, cioè con scollamento anche al di sotto del piano muscolo-fasciale e del platisma, ha una durata decisamente maggiore rispetto ad un lifting superficiale, cioè con uno scollamento solo sottocutaneo, in quanto lo stiramento e il fissaggio degli strati profondi, più robusti e tenaci rispetto alla sola cute, danno un risultato migliore con una maggiore stabilità nel tempo.
- Cura post-operatoria: come sempre quando si parla di interventi chirurgici, seguire le indicazioni post-operatorie dettate dal proprio chirurgo aiuterà a mantenere i risultati per più tempo.
- Variazioni ponderali: fluttuazioni significative del peso possono compromettere o alterare il risultato ottenuto; l’aumento di peso infatti potrebbe provocare dei cambiamenti anche a livello del viso e del collo, e di conseguenza l’elasticità e la stabilità della pelle ne potrebbero risentire.
- Stile di vita: il fumo, la prolungata esposizione ai raggi solari, a maggior ragione se senza protezione, il tipo di alimentazione e lo stress fisico sono tutti fattori che possono influenzare negativamente e quindi ridurre gli effetti di un lifting facciale.